Malala Yousafzai all’evento promosso nella Giornata internazionale dei diritti delle bambine a Washington (Getty images)
E’ un piccola grande donna coraggiosa la sedicenne attivista pakistana, Malala Yousafzai sopravvissuta ad un attacco talebano nell’ottobre 2012 perché nella sua regione in Pakistan ha difeso con corpo e anima la causa dell’istruzione delle donne.
Tanto che quest’anno era stata candidata al Premio Nobel per la Pace, assegnato invece all’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimcihe (Opac), mentre il Parlamento Europeo ha riconsociuto in lei il corraggio e l’impegno nella difesa del diritto delle donne in Pakistan tanto da assegnarli il prestigioso premio Sakharov per la libertà di pensiero e la lotta per i diritti umani.
Malala che vive ora in esilio in Gran Bretagna si è recata negli Stati Uniti per partecipare ad un evento nell’ambito della Giornata internazionale dei diritti delle bambine, istituita dall’Onu per l’11 ottobre, promosso nella sede della Banca Mondiale a Washington dov’era presente anche il presidente della Banca Mondiale James Wolfensohn.
Ma lei continua a non temere il confronto e dopo il suo storico discorso tenuto davanti all’Assemblea dell’Onu lo scorso luglio, non ha timori ad affrontare il presidente degli Stati Uniti Barack Obama né come sottolinea l’Agi, non si è fatta accecare dai complimenti della first family presente all’incontro con al fianco la sua primogenita Malia.
Ieri Malala era ospite di Obama nello Studio Ovale della Casa Bianca, ed ha chiesto al presidente americano di smetterla con i bombardamenti dei droni in Pakistan, che, non fanno altro che “alimentare il terrorismo”, esortando il presidente Usa ad usare le risorse per “concentrarsi sull’educazione”.
“Ho espresso le mie preoccupazioni che gli attacchi dei droni stanno alimentando il terrorismo. Vittime innocenti vengono uccise in queste azioni e questo aumenta il risentimento del popolo pakistano”, ha spiegato Malala uscendo dall’incontro.
“Ho detto ad Obama che se concentrassimo nostri sforzi sull’educazione questo avrà un grande impatto”, ha poi sottolineato Malala, che è stata di nuovo minacciata ieri da talebani dopo che hanno appreso dell’assegnamento del premio Sakharov.
La giovane, come riporta il Corriere, ha anche ringraziato Washington per il suo sostegno all’educazione in Pakistan, in Afghanistan e ai rifugiati siriani.
Nell’ambito dell’incontro, Malala ha firmato un documento in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle bambine, istituita dall’Onu per l’11 ottobre: “In ogni continente ci sono bambine che cambieranno il mondo in modi che possiamo solo immaginare, se solo permettiamo loro di avere la libertà di sognare”, recita la proclamazione .
Al momento non si hanno notizie riguardo alla posizione espressa da Obama in merito alle critiche mosse dalla giovane pakistana che sfida i talebani. In una nota ufficiale, si apprende solo che la coppia presidenziale ha ringraziato Malala per il suo “entusiasmante e appassionato impegno in favore dell’educazione femminile in Pakistan. Gli Usa si uniscono al popolo pachistano e a tanti nel mondo che celebrano il coraggio e la determinazione di Malala”, viene scritto nella comunicazione.
Redazione
LEGGI ANCHE:
Ue, Premio Sakharov assegnato a Malala: “Eroica ragazza”
