
18/10/2013, 15:30
NAPOLI – “Qui non c’è stata nessuna rivoluzione arancione che mi ha portato a fare il sindaco di Napoli”: con queste parole il primo cittadino Luigi de Magistris apre un ennesimo fronte di polemiche sul versante della più contestata tra le circostanze: la pseudo rivoluzione arancione. Colore scelto per la campagna elettorale e poi per la mega festa popolare, l’arancione è stata per i napoletani fedelissimi a de Magistris il simbolo di una rivoluzione peraltro mai cominciata.
Ma quello che ha creato maggior stupore sono state le ultimissimi dichiarazioni della fascia tricolore nell’ambito di una trasmissione televisiva registrata presso gli studi della Julie. Molto candidamente, come se stesse parlando di gossip, il numero uno di Palazzo S. Giacomo ha ammesso che non vi è stata alcuna rivoluzione arancione che sia servita alla sua elezione a sindaco, allora è evidente che o abbiamo capito male fin dall’inizio, o la propaganda politica durata 2 anni ha lasciato adesso il posto alla riflessione più ponderata su fallimenti e misantropia. E dopo aver incassato la replica di fuoco dell’ex assessore allo sport Pina Tommasielli, una delle silurate d’eccezione oltre ad essere una delle poche infervorate arancioni, interviene anche un altro ex Riccardo Realfonzo, assessore al bilancio della prima era de Magistris.
Stupito e disorientato per le parole del sindaco anche il grande oppositore Gianni Lettieri, che stenta a credere un ripensamento di quella che una volta fu la rivoluzione arancione.
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di Rosario Lavorgna Riproduzione riservata © |

