L’Uomo bionico si presenta allo Smithsonian Museum di Whasington (VIDEO)

Frankestein, il mostro partorito dall’ingegnosa mente di Mary Shelley, si componeva di organi recuperati dai cadaveri. Frank – che non a caso è il diminutivo amichevole del mostro – si compone di parti bioniche recuperate qua e là dalle idee di ingegneri e medici.

Il dott. Bertolt Meyer della University of Zurich ha progettato con un team di ingegneri di Londra l’Uomo Bionico, una sorta di cyborg che riproduce i movimenti dell’uomo senza avere di questo un solo lembo.

Ora Frank è esposto allo Smithsonian Museum di Whasington, dove ha esordito oggi nell’esposizione intitolata appunto “The incredibile bionic man”. Obiettivo della mostra non è quello di illustrare la strada per giungere al cyborg vero e proprio, il robot dalle sembianze umane capace di sostituirlo. Manca, del resto, qualsiasi forma di intelligenza artificiale: i movimenti di Frank sono telecomandanti attraverso sistema bluetooth.

L'Uomo bionico si presenta allo Smithsonian Museum di Whasington (VIDEO).

Viceversa l’esposizione ha un grande significato medico, dal momento che l’opera di Meyer e del suo team dimostra i progressi scientifici nel settore delle protesi. Risalta, ad esempio, l’uso delle mani bioniche ideate dall’ingegnere David Gow. Queste protesi si chiamano i-limb e sono pensate per essere impiegate dai bambini. Le dimensioni ridotte di i-limb hanno imposto una soluzione innovativa per l’inserimento del motore, inizialmente eccessivamente grande per adeguarsi alle proporzioni della mano di un bambino. La soluzione è stata trovata integrando i motori nei pollici delle mani, aggiungendovi dei sensori che “informano” il sistema della forza di presa necessaria. In questo modo si offre una protesi sufficientemente piccola e precisa nelle sue funzioni basilari.

Fonte | scienze.fanpage.it

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