
18/10/2013, 21:45
ROMA– In un prossimo futuro potranno bastare due ore, invece degli attuali due giorni, per diagnosticare un avvelenamento o una sepsi, nota anche come setticemia.
E questo grazie ad un’analisi del sangue e un nuovo biomarcatore individuato dai ricercatori del King’s College di Londra, che potrebbe contribuire così a salvare migliaia di vite. Gli attuali metodi diagnostici, necessitando di più tempo, possono infatti ritardare l’avvio delle terapie con antibiotici, che possono essere salvavita.
| di Flavia Stefanelli Riproduzione riservata © |
