Non è stato raggiunto il quorum del 32% di voti favorevoli sul totale degli aventi diritto, meccanismo particolare che consente di dichiarare valido un referendum anche se alle urne si reca meno del 50% degli aventi diritto, nel test che si è svolto ieri nella piccola repubblica di San Marino e che prevedeva che i cittadini si esprimessero sull’avvio della procedura di adesione all’Unione europea.
Tra coloro che hanno votato, oltre 14mila elettori, pari al 43,38% dei 33.303 aventi diritto, hanno vinto i favorevoli all’avvio della procedura con 6.733 voti, pari al 50,28%, contro 6.657 (49,72%) voti contrari. Il quorum del 32% dei voti validi è rimasto dunque molto distante, a circa 4mila voti di preferenza, facendo fallire così una convocazione a favore della quale si erano fermamente schierati i partiti di centrosinistra.
Fallito, anche se di appena 600 voti, l’altro quesito referendario, riguardante la rivalutazione della retribuzione per i lavoratori dipendenti. In questo caso, i voti favorevoli sono stati 10.025. Non è raro che i referendum proposti nella piccola repubblica tra Emilia Romagna e Marche falliscano.
Redazione online

