Ministro degli affari esteri francese Laurent Fabius incontra il Segretario di Stato Usa John Kerry (Getty images)
Proseguono gli scandali collegati al programma di sorveglianza “Prism” dell’Agenzia americana National Security (Nsa), svelato dopo la diffusione dei documenti riservati del programma di spionaggio ad opera dell’ex analista della Nsa Edward Snowden, detto “la talpa”, e pubblicati per primo dal quotidiano britannico the Guardian, lo scorso 5 giugno.
Oltre 70 mila documenti diffusi da Snowden sono scandagliati in questi ultimi mesi dai giornalisti di alcune testate e continuano a rivelare sempre nuovi indizi.
Dopo lo scandalo emerso ieri in Francia, oggi grazie al contributo dell’ex giornalista del Guardian Glenn Greenwald, si apprende che tutti i Paesi dell’America Latina, non soltanto il Messico o il Brasile (come era emerso inizialmente), sono stati sottoposti al programma di spionaggio degli Stati Uniti.
Ieri, il noto quotidiano francese Le Monde ha pubblicato alcune informazioni riguardo ad una serie d’intercettazioni effettuate nei confronti dei cittadini francesi ma anche autorità in un periodo a cavallo tra il mese di dicembre 2012 e il mese di gennaio 2013. Immediata la reazione francese che ha subito convocato l’ambasciatore americano a Parigi.
E’ quanto ha confermato il ministro degli affari esteri Laurent Fabius: “Questo tipo di pratiche tra partner che lede la sfera privata è totalmente inaccettabile- ha dichiarato Fabius.Bisogna assicurarsi, velocemente, che non saranno più applicate”.
Questa mattina, Fabuis incontra l’ambasciatore americano. All’incontro sarà presente anche il Segretario di Stato Usa John Kerry, che si trattiene al Quai d’Orsay, prima di partire a Londra per prendere parte alla riunione degli Amici della Siria.
In una nota, la Casa Bianca ha comunicato che il presidente francese François Hollande e quello americano Barack Obama hanno avuto una conversazione telefonica sul temo del programma di spionaggio.
Obama ha espresso la sua “profonda disapprovazione” confermando che si rivela una “pratica inaccettabile” tra alleati e amici. I leader “hanno parlato delle recenti rivelazioni di stampa, alcune delle quali hanno deformato le nostre attività e altre sollevano questioni legittime da parte dei nostri amici e alleati sul modo in cui queste capacità (di sorveglianza) sono adoperate”, ha precisato in una nota la presidenza americana.
In un comunicato della presidenza francese, si apprende che Hollande ha “chiesto che siano fornite tutte le spiegazioni del caso”.
I due leader hanno “sottolineato che le operazioni di raccolta di intelligence devono essere inquadrate, in particolare in una cornice bilaterale”.
Tuttavia, lo sconforto da parte delle istituzioni francesi è forte: infatti, come riporta il quotidiano Le Figaro.fr, Fabius che ieri era a Lussemburgo per un incontro con i ministri degli esteri dei paesi europei, ha dichiarato di aver trovato il solo sostegno della Germania per condividere “la collera e l’indignazione”, ha spiegato Fabius.
“Dev’essere fatta chiarezza su tutta questa vicenda non solo perché riguarda la Francia ma anche altri paesi, a partire dalla Repubblica federale”, ha commentato il capo della diplomazia tedesca Guido Westerwelle.
Redazione
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