Terremoto a Ischia, il “mistero” della magnitudo passata da 3.6 a 4.0: cosa è successo

La scossa di terremoto che ha colpito l’isola di Ischia nella serata del 21 agosto, il cui bilancio provvisorio è di due vittime accertate e una quarantina di feriti, è balzata agli onori della cronaca anche per un piccolo “giallo” di natura tecnica. La magnitudo, ovvero la misurazione (non diretta) dell’energia meccanica scatenata dal sisma, è stata inizialmente indicata con un valore di 3.6 dall’INGV, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, per poi essere corretta a 4.0 circa tre ore dopo grazie ai dati della Rete Sismica dell’Osservatorio Vesuviano, la sezione INGV di Napoli.

Il valore iniziale aveva destato qualche perplessità anche negli stessi addetti ai lavori, come ad esempio l’ex presidente dell’INGV Enzo Boschi, che in un tweet sibillino aveva prontamente avvisato di una possibile “sottovalutazione” dell’entità del fenomeno. L’esperto aveva anche sottolineato la necessità di verificare la profondità, indicata inizialmente in 10 chilometri e poi rettificata a 5.

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