Il presidente di Greenpeace International, Kumi Naidoo, ha scritto una lettera al Presidente russo Vladimir Putin chiedendo un incontro per discutere del caso dei 30 attivisti dell’organizzazione ecologista incriminati di “pirateria” dal tribunale di Murmansk, la scorsa settimana.
“Caro presidente Putin, Le chiedo un incontro con urgenza. Voi sapete che le accuse di pirateria mosse contro gli attivisti denunciano un crimine che non ha mai avuto luogo ecco perché La invito a chiedere, in qualità di presidente della Russia, che le gravi accuse di pirateria vengano fatte cadere. Nessuno trarrà profitto da questa vicenda, compresa la grande nazione russa”, ha scritto Naidoo.
Dopo la condanna dei trenta attivisti accusati di pirateria dopo la loro azione di protesta condotta lo scorso 18 settembre contro le trivellazioni nell’artico e assalando simbolicamente la piattaforma petrolifera di Gazprom, ieri il tribunale regionale di Murmansk ha respinto i primi ricorsi presentati da tre militanti di Greenpeace e contro la loro detenzione in un carcere della regione.
Redazione
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