Grecia, bambina bionda in campo rom: svolta sull’identità della madre

Fotografia di Maria, l’angelo biondo, trovata nel capo rom in Grecia, diffusa dai media (Getty images)

Il caso della bambina bionda trovata in un campo rom lo scorso 16 ottobre in Grecia sembra giungere ad una svolta.

E’ quanto emerge dalle notizie trapelate dai media locali che riferiscono che sarebbe stata identificata una donna bulgara come probabile madre della bambina, Maria, soprannominata anche “l’angelo biondo”.

La donna si chiama Sasha Ruseva e sarebbe originaria della città bulgara di Burgas. Secondo i documenti che ha consultato il quotidiano greco Zougla, la donna sarebbe stata sposata al cittadino bulgaro Atanas Rusev, ma al momento della nascita aveva dichiarato di essere nubile. La bambina invece sarebbe nata il 31 gennaio 2009 nella città di Lamia, in Grecia.

Una pista che potrebbe confermare in parte il racconto dei presunti genitori rom, arrestati con l’accusa di sequestro di bambini e rapimento. Infatti, la coppia, tra le varie spiegazioni che aveva fornito agli investigatori, aveva riferito che una donna bulgare gli aveva consegnato la bambina, perché non se ne poteva più prende carico.

Una linea confermata anche dal fatto, che la madre dalla bambina risulta essere stata fuori dalla Bulgaria tra il 2008 e il 2009.

Adesso, si attende il test del Dna per confermare l’ipotesi che questa donna sia veramente la madre di Maria.

Da quando la bambina è stata scoperta nel campo rom, la polizia greca insieme all’interpol avevano diffuso la fotografia della bambina con la speranza di trovare indizi sulla sua identità. Nessuna denuncia di scomparsa corrispondente all’identikit di Maria era stata invece riscontrata nei dati dei bambini scomparsi dell’Interpol.

Per questo l’ipotesi che la bambina sia stata consegnata da una donna alla coppia rom prendeva sempre più campo: resta ora da verificare in quali circostanze sia stata data la bambina. Ovvero, se la bambina sia vittima di un traffico illegale dei bambini destinato alle adozioni tra Grecia e Bulgaria oppure se la madre non poteva più farsi carico veramente di sua figlia.

Ieri è stato lanciato anche un appello dall’Unione Europa e Amnesty international affinché questo caso non sia strumentalizzato per alimentare la discriminazione nei confronti dell’etnia rom.

Infatti, l’altro ieri, dopo una segnalazionr di un cittadino irlandese che aveva visto una bambina bionda in un campo nomadi collocato alla periferia di Dublino, la polizia aveva fatto irruzione nel campo e prelevato la bambina sulla quale è stato effettuato il test del dna. I risultati hanno confermato questa volta che la bambina bionda è figlia della coppia rom.

Una situazione di allarmismo diffuso per cui le organizzazione per i diritti umani e le comunità rom hanno chiesto di fare rientrare le accuse sull’etnia smentendo categoricamente che i rom si occupano di traffico illegale di bambini.

Redazione

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Fonte | mondo.direttanews.it

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