Sagrato della Basilica di San Pietro, Stato del Vaticano, Roma (Foto: Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)
La National agency security (Nsa), l’agenzia di spionaggio americana, smentisce le rivelazioni della rivista settimanale italiana Panorama che ha scritto in un articolo pubblicato oggi che la Nsa avrebbe spiato il Vaticano tra il mese di dicembre del 2012 e il gennaio del 2013.
Secondo quanto riportano i media americani, i responsabili della Nsa hanno categoricamente negato la notizia: “La National Security Agency non ha preso di mira il Vaticano.
Una notizia che sembra essere stata smentita anche in parte dal Vaticano. Padre Federico Lombardi infatti ieri aveva reso noto che “non risulta nulla su questo tema e in ogni caso non abbiamo alcuna preoccupazione in merito”.
Secondo quanto ha riportato la rivista Panorama su 46 milioni di telefonate intercettate in Italia dalla Nsa nel periodo dicembre 2012-gennaio 2013 è possibile che la Nsa abbia intercettato anche la Domus Internationalis Paolo VI dove risiedeva il cardinale José Maria Bergoglio, prima di essere nominato Papa Francesco I, il 13 marzo di quest’anno.
Le intercettazioni rivolte al Vaticano sarebbero state introdotte in quattro categorie del programma di spionaggio: quella delle intenzioni di leadership, minacce per il sistema finanziario, obbiettivi della politica estera e diritti umani.
Secondo quanto riferiscono alcuni media americani, Bergoglio era già stato preso di mira dalla diplomazia americana e dall’intelligence fin dal 2005, quando fu menzionato come possibile successore di Giovanni Paolo II. Elementi emersi dai documenti diffusi da WikiLeaks tre giorni dopo l’elezione di Papa Bergoglio. I documenti dell’ambasciata americana presso la Santa Sede riferivano che “Bergoglio esemplifica la virtù del pastore saggio che molti elettori stanno valutando. Gli osservatori apprezzano la sua umiltà”.
Redazione
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