A Washington gli americani protestano per il Datagate e lanciano una petizione

Manifestazione contro Datagate (Sean Gallup/Getty Images)

Dallo scoppio del Datagate, lo scandalo che ha sconvolto l’agenzia americana Nsa e gettato luce sulle operazioni di spionaggio informatiche condotte dagli Stati Uniti, quella che si sta svolgendo oggi a Washington è la prima grande manifestazione di massa a sostegno della causa aperta da Edward Snowden. La capitale degli States è stata invasa oggi da migliaia di americani, giunti da tutto il territorio nazionale per sfilare in corte nei pressi della Casa Bianca ed esprimere dissenso nei confronto del programma Prism attuato dalla National Security Agency al fine di controllare i  metadati telematici e le conversazioni telefoniche globali.

Il serpentone umano arriverà fino al monumento del Lincoln Memorial e da lì verrà promossa una petizione che le associazioni organizzatrici della protesta hanno deciso di scrivere e di inviare al Congresso americano. Nel testo compare la richiesta di apportare modifiche al Patriot Act varato dal governo di George W. Bush nel 2001 a seguito dell’attentato alle Twin Towers. Con l’atto sono stati legittimati, secondo le organizzazioni, i monitoraggi antiterrorismo che avrebbero portato alle azioni dell’Nsa.

A lanciare l’iniziativa è stata Rainey Reitman, a capo della Electronic Frontier Foundation. Proprio Reitman ha detto: “Con la nostra petizione – spiega Reitman – puntiamo a cambiare radicalmente la section 215 del Patriot Act, quella che estende i poteri dell’Fbi autorizzandola a raccogliere informazioni e quindi spiare chiunque sulla base di un’indagine antiterrorismo”.

Redazione online

Fonte | mondo.direttanews.it

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