Cina, incidente auto a Tienanmen: pista attacco islamico. Fermate 5 persone

Piazza Tienanmen (Getty images)

E’ sempre più probabile che l’incidente avvenuto lunedì scorso in piazza Tienanmen, che ha provocato 5 morti e 38 feriti, sia stato un attacco suicida terroristico di matrice islamica.

L’ipotesi di un attentato kamikaze è stata quasi subito valutata dalle autorità cinesi, che già da ieri avevano fatto trapelare che gli investigatori stavano seguendo una pista che risaliva ai separatisti musulmani dello Xinjiang, una regione, all’estermo ovest del paese, in cui risiede l’etnia turcofona uighuri.

Stando a quanto riportano oggi, le agenzie, gli investigatori stanno cercando 8 persone originarie della regione. La polizia si è recata negli alberghi di Pechino chiedendo liste dei clienti e chiedendo ai receptionist di fare attenzione ai check out di persone di etnia uighuri.

Intanto, si apprende che lo stesso giorno dell’attentato la polizia ha arrestato 5 persone: “Gli arresti sono stati fatti dieci ore dopo i fatti, che ormai sono qualificati come attacco terroristico”, riferisce la tv Cctv.

L’agenzia Reuters UK ha ricordato che gli attivisti uighuri hanno criticato il governo per la repressione avviata nei confronti della loro cultura e della loro lingua e di averli tagliati fuori da molti investimenti nel settore delle industrie di petrolio e gas, risorse di cui è molto ricca la loro regione.

“C’è stata una accelerazione degli arresti nei confronti degli uighuri messa in opera dalla polizia cinese” ha sottolineato Michael Clarke, un professore alla Griffith University in Australia, esperto di storia e politica dello Xinjiang: “L’estensione della modernizzazione economica della regione è iniziata con l’emarginazione degli uighuri”, spiega il professore che conclude che è necessario un “riassetto dell’approccio alla regione”

Dal canto loro, gli attivisti uighuri denunciano il fatto che con questo incidente avvenuto a Pechino, il governo ne approfitterà per applicare ulteriori misure repressive nei riguardi degli uighuri e nella regione.

“Le indagini non sono ancora finite e non è ancora stata accertata la verità dei fatti”, ha invece commentato Ilham Tohti, economista di etnia uighuri residente a Pechino e che da anni critica l’operatività della polizia cinese. “Come mai è già stato deciso dai media e dall’opinione pubblica che si tratta di un atto di terrorismo condotto da attivisti uighuri?, si chiede Tohti.

Redazione

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Fonte | mondo.direttanews.it

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