Entrambe richiedono una certa maturità. Non sono mai stato un enfant prodige in nessun campo: non ho fatto figli da ragazzino e per quanto riguarda il teatro, credo che 47 anni siano l’età limite per dar vita a questo fglio artistico. Anzi, l’età migliore: il tempo che passa regala possibilità uniche. Oggi sono felice, questa mi sembra l’età migliore: mi sento un uomo libero di decidere e maturo, mentre a 30 anni ti trattano ancora come se fossi alle prime armi. D’altronde anche Shakespeare nella maturità si è liberato dagli schemi, scrivendo senza categorie. I suoi ultimi lavori sono a metà tra tragedia e commedia: un po’ come la vita
