Nuove rivelazioni sullo scandalo Datagate. Le ambasciate degli Stati Uniti in Europasarebbero centri di spionaggio, oltre che sedi diplomatiche, con antenne per le intercettazioni e agenti della Cia e della Nsa al loro interno, che insieme formano un’unità speciale denominata Special Collection Service (SCS). Lo riferisce il settimanale tedesco Der Spiegel, sulla base dei documenti trafugati dalla talpa del Datagate Edward Snowden.
Sia a Roma che a Berlino ci sarebbero centrali di ascolto statunitensi, che intercettano telefonate e comunicazioni, spiando anche leader politici e capi di governo. Su tutti la cancelliera Angela Merkel, il cui telefono cellulare sarebbe stato sottoposto a controllo attraverso potenti antenne piazzate all’interno dell’ambasciata Usa a Berlino. Controllo che sarebbe durato fino a pochi giorni prima della visita in Germania del presidente Usa Barack Obama lo scorso giugno. Lo scrive il quotidiano Il Messaggero, citando sempre lo Spiegel, che sottolinea inoltre come Angela Merkel verrebbe spiata fin dal 2002, quando era ancora soltanto un’esponente della Cdu, all’epoca all’opposizione.
Le antenne per le intercettazioni sarebbero state piazzate anche all’interno delle ambasciate di Roma, Parigi e Ginevra. E’ di ieri la notizia riportata dal sito Cryptome, secondo cui in Italia sarebbero state spiate dalla Nsa ben 46 milioni di telefonate. Notizia che tuttavia è stata smentita dai nostri servizi segreti, che hanno comunicato di non avere “evidenze” in merito. L’Intelligence di Roma ha precisato che a riferire delle telefonate messi sotto controllo non sono fonti ufficiali e ha inoltre sottolineato la differenza tra spionaggio e monitoraggio. Lo spionaggio è un’azione ostile, hanno spiegato i servizi segreti italiani, mentre il monitoraggio consiste nell’analisi di grandi flussi grezzi di comunicazione, i cosiddetti metadata, con cui vengono individuati l’identità di chi comunica, la durata del contatto e le utenze utilizzate, ma non il contenuto delle comunicazioni. E’ noto, osservano dall’intelligence romana, che la Nsa raccoglie in tutto il mondo questa ingente massa di dati grezzi. L’intercettazione vera e propria del contenuto della comunicazione scatterebbe solo in presenza di parole chiave o utenze sospette che possano rappresentare un pericolo per la sicurezza nazionale o dei Paesi alleati degli Usa. E gli Stati Uniti operano in Italia proprio a garanzia della sicurezza, proprio per questo le reazioni nel nostro Paese alle intercettazioni illegali anche nei confronti di leader politici e di governo sono state di tutt’altro tenore di quelle tedesche. “L’Italia non può permettersi di perdere l’ombrello americano”, ha commentato il sottosegretario ai servizi segreti Marco Minniti.
Per quanto riguarda le antenne e gli agenti dell’intelligence nelle sedi diplomatiche statunitensi, Der Spiegel pubblica oggi nuove informazioni sull’ambasciata Usa presso la sede delle Nazioni Unite a Ginevra. Stando ad un documento del 2010 reso pubblico da Edward Snowden, che ha lavorato per qualche anno a Ginevra, la Special Collection Service, formata da agenti Cia e Nsa esperti di intercettazioni, presente nella città elvetica gestirebbe circa 80 stazioni di ascolto nel mondo. Quella di Ginevra sarebbe, stando sempre al documento diffuso d Snowden, una “staffed location”, ovvero un’installazione di importanza prioritaria.
Dietro a muri e false facciate dell’ambasciata Usa di Ginevra, e non solo, si nasconderebbero “antenne e apparecchiature gigantesche” per lo spionaggio, rivela lo Spiegel.
Redazione

