Dopo blackout Nsa arriva sfottò Anonymous: “Hanno copia di riserva di internet”

L’ombra di Keith Alexander, direttore della Nsa (JIM WATSON/AFP/Getty Images)

E’ guerra aperta nel dominio “interstellare” del cyberspazio.

La Germania ha annunciato l’invio degli uomini dei servizi segreti e di rappresentanti della cancelleria tedesca negli Stati Uniti per chiarire le modalità impiegate dagli Usa per spiare le comunicazioni degli alti rappresentanti del Governo, tra cui il cellulare della Cancelliera Angela Merkel.

Ma mentre si attendono le ufficializzazioni dei rapporti e degli accordi diplomatici che ne scaturiranno, sul web sembra esplodere una “piccola guerriglia” messa in atto dal gruppo di hacker Anonymous.

Infatti, ieri, il sito della Nsa, la National Security Agency americana sotto accusa per il programma di spionaggio e di intercettazioni delle comunicazioni a livello globale, è stato manomesso per qualche ora.

Immediata la rivendicazione di alcuni hacker collegati al gruppo Anonymous che però è stata smentita dalla Nsa che ha riferito che il blocco del sito era dovuto a problemi tecnici.

“Nsa.gov è rimasto inaccessibile questa sera per diverse ore a causa di un errore interno verificatosi durante una programmata operazione di aggiornamento. La questione verrà risolta. Le affermazioni secondo cui l’interruzione è stata causata da un attacco disributed denial of service (DDoS) non sono vere”, ha scritto in una nota l’Nsa.

A rivendicare l’azione su Twitter, con l’account annoymousAsia, poco dopo il black-out, erano stati alcuni gruppi legati agli attivisti del collettivo Anonymous che affermavano che si trattava di un’azione di rappresaglia per l’attività di controllo informatico condotta dalla Nsa.

Ma dopo la smentita della Nsa, non sono mancati altri commenti degli hacker: “Oh!, non fatevi prendere dal panico per il blocco di Nsa.gov, tanto loro hanno una copia di riserva di Internet”.

Tuttavia, come evidenziano alcuni quotidiani, il sito della Nsa ora ha ripreso a funzionare e per l’agenzia sarebbe imbarazzante ammettere di essere stata in balia di un attacco hacker: un’umiliazione sopratutto rispetto al fatto che si possa diffondere l’idea di una manifestazione di debolezza e di poca sicurezza dei dati riservati che nel database sono conservati.

Come ricorda il Corriere.it, oltra agli Anonymous anche un altro gruppo di hacker che si fanno chiamare BMPoC ha provato più volte ad attaccere il sito della Nsa dopo lo scandalo del Datagate con irruzioni e messaggi sui siti governativi come ad esempio il messaggio pubblicato sulla homepage dell’ente spaziale della Nasa che recava la scritta “Smettetela di spiarci!”, postato a fine settembre.

Redazione

Fonte | mondo.direttanews.it

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