Gb: Cameron attacca burocrazia Ue e annuncia referendum su permanenza in Europa

Premier britannico David Cameron (Getty images)

Il premier britannico David Cameron ha lanciato un attacco all’Unione Europea criticando aspramente la burocrazia dell’Ue che starebbe strangolando le imprese inglesi.

Il premier ha inoltre criticato come migliaia di cittadini dell’Unione che vivrebbero nel Regno Unito sfruttano il generoso sistema del welfare.

In un rapporto commissionato da Londra e presentato a Downing Street, la burocrazia europea viene considerata come una delle cause che rallentano l’economia e che danneggiano le piccole imprese.

Come riporta il sito online dell’International Buisness Times, Cameron ha dichiarato che il regolamento Ue “sta costando al paese miliardi di euro. Troppo spesso, le norme UE sono un handicap per le imprese, ostacolando i loro sforzi per avere successo. Ci sono molti modi semplici e pratici per ridurre la burocrazia europea e risparmiare in Europa decine di miliardi di euro”.

“È stato calcolato che solo modificando la normativa sulla sicurezza si possono risparmiare fino a 2,7 miliardi di sterline”, ha aggiunto il premier.

Il rapporto ha anche indicato alcune raccomandazioni per favorire la crescita economica in Gran Bretagna. Tra queste, riporta International Buisness Times: la riduzione delle normative riguardo al settore del gas di scisto, la salvaguardia ambientale e anche per il congedo di maternità e il limite dell’orario di lavoro.

Il premier attacca anche il fronte del turismo dei benefit e ha poi promesso di indire un referendum sulla permanenza della Gran Bretagna nella UE entro la fine del 2017, se i Tories tornano al potere alle elezioni 2015.

Come riporta il Ticino.it, in merito ai sussidi in Gran Bretagna, uno studio realizzato dalla Commissione europea, ha evidenziato che nel Regno Unito si contano più di 600 mila abitanti dei Paesi UE che sono classificati come non attivi dal punto di vista economico.

Downing Street ha dunque sottolineato molti casi di abusi del sistema di sussidi pubblici.

Da Bruxelles è tuttavia giunta una smentita: “Non c’è nessuna prova di questo, i cittadini dell’Unione sono contribuenti netti del sistema di welfare britannico. Pagano più tasse e contributi di quanto ricevano in benefit”, ha detto al Guardian Jonathan Todd, portavoce del commissario europeo per l’Occupazione, Laszlo Andor.

Redazione

Fonte | mondo.direttanews.it

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