Grecia: mistero sull’identità della bambina bionda trovata in campo rom

Campo nomadi (Getty images)

E’ già stata soprannominata “l’Angelo biondo” dai media, mentre l’ong Il sorriso del bambino che l’ha presa in custodia riferisce di aver ricevuto nelle ultime 24 ore oltre 8.000 chiamate di persone da tutto il mondo che vogliono aiutare a trovare i genitori biologici.

Il sito internet dell’associazione ha ricevuto oltre 200mila visite mentre il suo profilo facebook ha già ottenuto mezzo milione di contatti nel solo fine settimana.

Ma ad oggi, permane ancora il mistero sull’identità della piccola bambina di circa 4 anni, dai tratti nordici, trovata giovedì scorso in un campo rom Tabakou, a Farsala, nella regione della Tessaglia nel centro della Grecia.

La bambina che si chiamerebbe Maria, dopo una prima fase di “pianti e di angoscia” si è poi calmata realizzando di essere in buone mani, ha raccontato Panagiotis Pardalis uno dei responsabili dell’associazione che si occupa della tutela dei minori.

“Parla la lingua dei rom e capisce anche il greco” ha poi precisato Pardalis.

Anche le autorità hanno ricevuto migliaia di chiamate sulla vicenda, ma al momento, nessuna traccia è emersa sull’identità della piccola.

Intanto i presunti genitori, il 39enne Hristos Salis e la 40enne Eleftheria Dimopoulou sono stati incarcerati con l’accusa di sequestro di minore e possesso di documenti falsi.

Molte incongruenze sul caso hanno alimentato i sospetti della polizia: in primo luogo il racconto contraddittorio dei presunti genitori su come sono entrati in possesso della bambina.

Tra i vari racconti, quello che hanno ricevuto la bambina da una donna bulgara nel 2009, quello che il padre della bambina originario del Canada l’avrebbe data alla coppia e infine che l’avrebbero trovata abbandonata all’esterno di un supermercato.

Altro elemento compromettente, il fatto che la coppia rom risulta avere in tutto più di dodici figli: l’uomo avrebbe registrato cinque bambini come propri nel 1993, e altri tre fra il 1994 e il 1995, mentre la donna risulta madre di quattro figli.

La polizia, che ha aperto un’indagine sul caso, sospetta che la piccola bambina, bionda con gli occhi verdi-azzurri, sia probabilmente vittima di un sequestro nell’ambito della tratta degli esseri umani.

Il test del Dna ha confermato che la bambina non è imparentata con la coppia rom. Nel campo, la bambina viveva con altri tre minori. Su di loro, la polizia sta indagando per scoprire la loro identità.

Le autorità hanno precisato che l’età della bambina è solo una supposizione.

Gli avvocati difensori della coppia sostengono che “non ci è stato nessun rapimento, nessun traffico di bambini. La coppia non ha comprato la bambina”.

“Una donna che non poteva più occuparsi di sua figlia l’ha data alla coppia rom nel 2009, poco dopo la sua nascita” ha raccontato una consorella, Me Marietta Palavra.

La madre naturale della bambina che avrebbe consegnato la bambina alla coppia rom è ora ricercata dalle autorità greche per avere riscontro sui fatti.

Un responsabile della comunità Rom ha lanciato un monito affinché non sia screditata l’etnia: “Non facciamo traffico di bambini” ha commentato il portavoce della comunità che ha spiegato che “i genitori bulgari di Maria che facevano lavori saltuari, hanno lasciato la bambina alla comunità rom affinché fosse educata. La coppia incaricata di farla crescere ha preso più cura della bambina presa in adozione che dei propri figli”.

Secondo il racconto del responsabile della comunità rom, il padre biologico di Maria si sarebbe più volte recato al campo per vedere la bambina. E secondo le indiscrezioni non si sarebbe fatto ancora vivo dopo lo scandalo per evitare problemi.

Redazione

Fonte | mondo.direttanews.it

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