Greenpeace: Olanda fa ricorso a tribunale del mare per liberare attivisti

Proteste per liberare attivisti Greenpeace (Getty images)

L’Olanda ha presentato lo scorso 4 ottobre al Tribunale marittimo internazionale con sede ad Amburgo in Germania, un ricorso contro la Russia sul sequestro del rompighiacco di Greenpeace Arctic Sunrise e la detenzione del suo equipaggio.

La Corte ha reso noto che il ricorso sarà esaminato il 6 novembre.

Ma la Russia ha già reso noto che intende boicottare l’udienza del Tribunale internazionale per il diritto marittimo.

Infatti, stando a quanto rivela l’Agi, attravero l’ambasciata russa a Berlino, la Russia ha comunicato al tribunale di non essere soggetta alla sua giurisdizione in questo genere di dispute e “non intende partecipare al procedimento”.

Il Tribunale è stato creato dall’Onu ed è entraro in attività nel 1996 per bilanciare le dispute marittime tra Stati.

Nonstante la posizione espressa dalla Russia, l’udienza procederà comunque e la sentenza è attesa a novembre.

L’Aia ha chiesto a Mosca di rilasciare la nave e l’equipaggio astenendosi da “qualunque misura giudiziaria o amministrativa nei confronti dell’Arctic Sunrise, del suo equipaggio, dei suoi proprietari e dei suoi operatori” ha annunciato il Tribunale.

Il ricorso segue la vicenda che ha coinvolto gli attivisti dell’organizzazione internazionale ambientalista che hanno messo in atto una protesta pacifica lo scorso 18 settembre contro le trivellazioni nell’artico: gli attivisti hanno “assaltato” in modo pacifico la piattaforma petrolifera della società russa Gazprom.

Ma durante il blitz degli attivisti sono intervenute le autorità russe che hanno sequestrato il rompighiaccio di Greenpeace che batte bandiera olandese e arrestato 30 attivisti tra i quali 28 membri dell’ong e 2 giornalisti: questi sono ora detenuti in un carcere di Murmansk in attesa di processo. Inizialmente l’accusa era di pirateria e gli attivisti tra i quali un italiano, Cristian D’Alessandro rischiavano fino a 15 anni di carcere.

Recentemente, però, la Russia ha cambiato l’imputazione nell’accusa di teppismo che prevede una pena fino a un massimo di 7 anni di detenzione.

Questa azione della Russia ha sollevato in tutto il mondo numerose proteste in difesa dei militanti ambientalisti: sul caso sono intervenuti anche i capi di governo, premi nobel e molte organizzazioni internazionali per chiedere la scarcerazione degli attivisti. Anche l’Eni è intervenuto inviando una richiesta a Gazprom affinché facesse pressione sul governo russo.

Ma le proteste non ha scalfito fino ad oggi le posizioni della Russia.

Ancora oggi, a Parigi, un militante di Greenpeace ha sospeso una tenda dal secondo piano della Torre Eiffel, dispiegando un grande manifesto sul quale c’è scritto “Free the Artic 30″ contro le trivellazioni e per chiedere il rilascio dei militanti.

Redazione

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Fonte | mondo.direttanews.it

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