La Bulgaria chiede restituzione della bambina bionda trovata in campo rom in Grecia

Fotografia di Maria, l’angelo biondo, trovata nel capo rom in Grecia, diffusa dai media (Getty images)

Prosegue il caso della bambina bulgara trovata in un campo Rom in Grecia. Una vicenda che ha tenuto in sospeso i media internazionali e che ha fatto emergere un traffico di adozioni illegali di bambini tra la Bulgaria e la Grecia.

Dopo che i test del Dna hanno confermato che i genitori biologici della piccola sono una coppia di nomadi bulgari di Nikolaev, la Bulgaria ha annunciato che chiederà alle autorità greche la restituzione di Maria, la bimba bionda di quattro anni, soprannominara dai media “l’angelo biondo”.

Secondo quanto riferisce l’Agenzia bulgara per la protezione dei bambini, la piccola non sarà affidata ai genitori che l’avevano abbandonata ma piuttosto verrà trasferita in un centro di emergenza o data in adozione.

La piccola Maria che è stata trovata in un campo rom a Farsala in Tessaglia è ancora nel centro Il sorriso del bambino di Atene, un’associazione che si occupa della tutela e della difesa dei diritti dei bambini.

Dopo che il test del Dna aveva accertato che la coppia rom in Tessaglia non erano i genitori biologici della bambina, attraverso una ricerca internazionale, le autorità greche hanno rintracciato i genitori di Maria: Sashka e Atenas Rusev, una coppia di nomadi bulgari che hanno altri nove bambini e che hanno dichiarato di aver lasciato la bambina quando aveva 7 mesi nel campo rom in Grecia.

I presunti genitori, che sono ora in carcere con l’accusa di rapimento di minore, hanno espresso la volontà di tenere la bambina. Anche i genitori biologici di Maria hanno chiesto di riprenderla.

Redazione

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Fonte | mondo.direttanews.it

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