La missionaria laica di 78 anni, Afra Martinelli, è deceduta mercoledì scorso a causa delle gravi ferite riportate da un’aggressione avvenuta lo scorso 26 settembre nella sua abitazione, situata nel cuore della foresta nigeriana ad Ogwashi-Ukwu, nella regione del Delta del Niger.
Stando a quanto riferiscono i media, la donna colpita a colpi di machete è stata per 12 giorni ricoverata in coma all’ospedale ma non ce l’ha fatta a sopravvivere.
Martinelli ha lavorato per oltre trentanni in Africa e nella cittadina di Ogwashi-Ukwu ha fondato la scuola Regina Mundia per i bambini poveri, una scuola di informatica con annesso un collegio per ragazzi.
I suoi collaboratori non vedendola arrivare all’istituto sono andati a cercarla e l’hanno ritrovata in una pozza di sangue, con il volto rivolto verso il pavimento e un taglio alla gola.
I media locali hanno riferito che la donna sarebbe stata vittima di una rapina. Infatti, secondo alcune testimonianze pare che siano sparite le chiavi della scuola di informatica con lo scopo forse, di rubare i computer e il materiale didattico.
A darne la notizia in Italia è stato il Giornale di Brescia, in quanto la missionaria era originaria di Civilerghe, un paesino della provincia di Brescia, che ha riportato la testimonianza del fratello della donna.
“Era partita per l’Africa 32 anni fa. Aveva incontrato l’arcivescovo di Ibadan al Congresso eucaristico di Los Angeles ed era nato il desiderio di partire missionaria. Si era messa a disposizione di quella diocesi prestando servizio nel centro di evangelizzazione. Poi si era spostata ancora più all’interno, nella diocesi di Issele Uku, dove aveva aperto il Centro Regina Mundi. Accanto alla scuola aveva dato vita anche al Catholic Servant of Christ, un gruppo di animazione per i giovani. La sua spiritualità era quella del servizio al Cristo povero”, racconta il fratello Enrico.
“Ci eravamo sentiti al telefono due giorni prima della tragedia. Le ho chiesto se non riteneva fosse ora di tornare a casa, anche perché non era più giovanissima. E lei mi ha detto che era l’ultimo dei suoi pensieri”, prosegue il fratello di Afra che ricorda che quando nel 1998 il loro padre compieva 100 anni, lei non aveva voluto togliere i soldi dalla sua missione per recarsi in Italia. Ma la gente del posto organizzò una colletta per il biglietto aereo.
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