Obama monito ai Repubblicani: “Shutdown preannuncia caos per economia”

Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama (JEWEL SAMAD/AFP/Getty Images)

All’ottavo giorno dallo shutdown, il monito del presidente americano Barack Obama giunge nell’ambito di una conferenza stampa indetta sul tema dello stallo dell’economia del paese: “Dico no allo shutdown e alla minaccia di creare un caos economico”.

Un appello alla responsabilità della Camera che lo scorso 1° ottobre ha bloccato il rifinanziamento del bilancio statale per il 2014 in protesta contro le politiche sociali dell’amministrazione Obama e diversi servizi di livello statale sono chiusi.

Uno scenario che ha comportato il blocco di alcune attività delle agenzie del governo federale, noto come shutdown ma anche l’innalzamento del debito del Paese.

Ieri, il presidente americano ha chiamato il repubblicano John Boehner chiedendogli di votare un provvedimento che permetta al governo di continuare a prendere in prestito denaro, innalzando dunque il tetto del debito. Nel corso della telefonata ha anche invitato lo speaker della Camera a tenere immediatamente un voto per riaprire il governo ponendo fine allo shutdown.

Obama si è detto “pronto a discutere con i Repubblicani, ma non tratto fino a che una parte estrema dei repubblicani continuerà a costringere lo speaker della Camera a porre minacce all’economia Usa. Non è possibile minacciare la recessione – ha proseguito il presidente Usa- perché si sono perse le elezioni. Non è così che funziona. Non possiamo rendere la routine dell’estorsione una parte della nostra democrazia. Non è possibile affrontare tutto questo ogni tre mesi”.

In merito all’innalzamento del tetto del debito, Obama è chiaro: se la Camera non lo approverà “gli Stati Uniti non sarebbero più in misura di assolvere a tutti i propri obblighi finanziari per la prima volta in 225 anni”.

Uno scenario economico devastante che sottolinea Obama: “Come ha detto Warren Buffett, il default sarebbe una bomba nucleare, un’arma troppo orribile per solo pensare di usarla”.

Obama ha impiegato parole fori evidenziando che il “ricatto è inaccettabile” e che “rovina l’immagine degli Stati Uniti. Dobbiamo alzare il tetto del debito perché dobbiamo pagare i nostri debiti, non perché ne facciamo di nuovi. Non c’entra nulla la responsabilità fiscale”.

RISCHIO DEFAULT

Ma la minaccia del default che sarebbe il primo nella storia degli Stati Uniti ha anche richiamato l’attenzione internazionale e in primis i grandi partner commerciali tra i quali la Cina.

Obama ha rassicurato i suoi partner affermando che “gli Stati Uniti hanno sempre pagato il conto e continueranno a farlo”.

Timori espressi dal fronte del Fondo Monetario internazionale (Fmi) che in un rapporto aveva evidenziato come i danni all’economia americana causati da un breve “shutdown” sono limitati, ma un’interruzione a lungo termine potrebbe creare enormi difficoltà: “Ancora più importante è il fatto che il tetto del debito deve essere aumentato: non farlo prontamente potrebbe causare seri danni all’economia globale”, ammonisce il Fmi.

In ultimo, questa mattina, è arrivata anche la condanna dei talebani che sul loro sito in merito allo shutdown accusano i “politici” e i “leader americani” di “giocare con il destino” del “loro popolo” così “come fanno con i destini di altri popoli oppressi in nome dei loro interessi personali”.

L’Emirato Islamico dell’Afghanistan sottolinea come “i leader americani”succhiano “il sangue del loro popolo, di accaparrarsi i guadagni della gente, ottenuti con grandi difficoltà, con il presto di tasse e con altre scuse” e al contempo di “spendere in modo esagerato lo stesso denaro per spargere il sangue di innocenti e oppressi”.

Redazione

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Fonte | mondo.direttanews.it

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