
29/10/2013, 12:41
NAPOLI -Ieri la morte di Simone ha portato sgomento e dolore, un’altra giovane vita è stata spezzata a causa dall’emarginazione e dell’indifferenza.
Oggi monta la rabbia e la frustrazione, perchè nel nostro amato Paese, libero e democratico così come definito anche da Simone, il ventunenne suicidatosi a Roma , è ancora radicato un arretramento culturale ed ancora regna la retorica dell’odio e dell’omofobia.
La Cgil Napoli si stringe al dolore della famiglia di Simone, morto perché gay, troppo spesso solitudine, indifferenza, forme di disprezzo o fobie verso altri mietono vittime innocenti .
Tutti noi siamo chiamati ad impegnarci a promuovere un cambio culturale della nostra società ancora troppo ancorata a stereotipi e pregiudizi.
Così come richiamiamola Politicae le Istituzioni tutte a non rimanere assenti e distanti di fronte a questo problema, ma di impegnarsi seriamente a mettere in campo opportune politiche contro l’omofobia.
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