Pechino, incidente auto a Tienanmen: Governo ipotizza un attacco suicida

Posto di blocco su via di accesso a Piazza Tienanmen, Pechino (Getty images)

Svolta sul caso del suv incendiato andato fuori strada ieri a Pechino, finendo la sua corsa davanti all’ingresso della Città Proibita in piazza Tienanmen.

Fin dall’inizio i media avevano sollevato numerosi sospetti sulle dinamiche e i motivi dell’incidente nel quale sono morte 5 persone (l’autista del mezzo, due passeggeri e due turisti) e sono state ferite 38 persone tra cui agenti e turisti.


Infatti, in base alla ricostruzione dei fatti e alle testimonianze di alcune persone che hanno assistito alla vicenda, il mezzo si sarebbe incendiato e ha percorso 400 metri, travolgendo le barriere di sicurezza per poi schiantarsi sotto al ritratto di Mao Zedong nella piazza più famosa della Capitale.

Inoltre, il fatto che la polizia abbia subito nascosto il mezzo incendiato dietro a delle pareti di plastica e che siano state rimosse le fotografie dell’incendente dalla rete dei social network, hanno alimentato ancora di più i sospetti degli osservatori.

La polizia ha inoltre isolato l’area per diverse ore e due reporter dell’agenzia France Press hanno raccontato di essere stati “brevemente detenuti” mentre cercavano di avvicinarsi alla piazza. Il loro materiale fotografico è stato sequestrato.

Questa mattina, stando a quanto rivelano le agenzie, i media cinesi riportano che il governo ipotizzi che l’incidente sia stato un attacco suicida messo in atto dai separatisti musulmani uighuri della provincia dello Xinjiang, una zona a maggioranza musulmana all’estremo ovest del paese. La zona che è popolata da uighuri turcofoni e da una minoranza di cinesi, è stata più volte lo scenario di tensioni e violenze separatiste.

Secondo il quotidiano governativo Global Times, nell’ambito dell’inchiesta della polizia sono stati identificati due abitanti di due distinte province dello Xinjiang e un veicolo 4×4 con una targa della regione. Gli investigatori stanno ora tentando di rintracciare gli ultimi spostamenti delle persone che erano sul suv: secondo i media, sono stati contattati diversi alberghi della capitale per chiedere informazioni su clienti e veicoli sospetti provenienti dalla regione.

La portavoce del ministero degli Esteri, Hua Chunying, ha affermato in una conferenza stampa che il governo cinese “non ha informazioni dettagliate” sull’incidente sottolineando che, al momento, il governo non è in grado di dire se si sia trattato di un attentato o di un incidente.

Intanto sul web, circolano le ipotesi sul fatto che si sia trattato di una immolazione: un suicidio di protesta nella maggior parte dei casi messo in atto da monaci buddisti. Secondo i dati negli ultimi tre anni 122 tibetani si sono immolati per protestare contro la politica della Cina e per chiedere il ritorno in patria del Dalai Lama, il leader religioso che vive in esilio dal 1959.

Redazione

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Fonte | mondo.direttanews.it

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