
13/10/2013, 20:02
GENOVA – Brutta storia per una donna venezuelana di 36 anni che è rimasta chiusa in un capannone abbandonato per tre giorni, violentata e probabilmente picchiata dal suo aguzzino, un marocchino suo coetaneo che adesso deve rispondere di sequestro di persona e violenza sessuale. Tutto si è consumato tra Genova e Pegli, nel Ponente genovese. La donna, ospite di una giovane ecuadoriana conosciuta da poco sull’autobus, si è lasciata convincere a incontrare il marocchino, un pregiudicato senza fissa dimora amico di entrambe.
A quel punto per lei è cominciato un incubo. L’uomo l’ha portata in un capannone abbandonato a Pegli dove ha abusato di lei. Dopo tre giorni di segregazione, il marocchino ha deciso di consentire alla donna di uscire e di accompagnarlo in un negozio di telefonia nel centro storico di Genova per far aggiustare un iPhone, risultato poi rubato. La donna ha approfittato della folla nel negozio per scappare via e a denunciare l’uomo alla Polizia. Subito è partita la caccia al’uomo: la vittima infatti ha indicato nome e cognome di quell’uomo che conosceva e anche dove poterlo trovare.
| di Rosario Scavetta Riproduzione riservata © |
