L’attivista del Myanmar, Aung San Suu Kyi ha ritirato oggi, a ventitre anni di distanza dalla data della vincita, il premio Sakharov per la Libertà di Pensiero. La leader dell’opposizione birmana alla tirannia si è recata oggi a Strasburgo e, presso il Parlamento Europeo, le è stata consegnata la preziosa onorificenza. Già vincitrice del Premio Nobel per la Pace nel 1991, San Suu Kyi ha voluto commentare l’evento – importante perché arriva dopo la scarcerazione e il raggiungimento di un riconoscimento parlamentare del suo partito – con un breve report sulla situazione attuale nel paese asiatico.
San Suu Kyi ha poi ricordato gli sforzi che in Myanmar il suo gruppo politico sta facendo perché si provveda alla modifica della Carta Costituzionale. “Abbiamo ancora molto lavoro da fare perché la legge fondamentale del paese, la Costituzione, garantisca il diritto ad esistere in base alla propria personale coscienza. Questa è la ragione per la quale insistiamo affinché la presente Costituzione sia cambiata e diventi una carta veramente democratica”, ha aggiunto.
Sul principio di libertà, quello stesso principio per cui si è vista riconoscere il premio Sakharov, la donna ha detto: “La libertà di pensiero inizia con il diritto di fare delle domande. A molti dei nostri cittadini, tra i tanti che sono stati arrestati con cadenza quotidiana, abbiamo dovuto insegnare a chiedere a coloro che andavano a metterli in manette: Perché?”.
Intanto, da parte dell’amministrazione di Bologna, è arrivata la notizia che il prossimo 30 ottobre sarà conferita ad Aung San Suu Kyi la cittadinanza onoraria.
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