E’ salito ad almeno 140 morti il bilancio delle vittime del violento terremoto che ha colpito il 15 ottobre le Filippine. Ieri, le autorità segnalavano anche 22 dispersi e 181 feriti.
Il sisma di magnitudo 7.1 ha avuto come epicentro l’isola di Bohol, a 620 chilometri a sud-est della capitale Manila. Un arcipelago che comprende anche le isole di Bohol e Siquijor, note per le acque cristalline e le spiagge bianche, situate su quello che viene definito l’anello di fuoco del Pacifico, una catena di isole soggette a terremoti ed eruzioni vulcaniche.
Al sisma sono seguite 800 scosse di assestamento, tra cui una più forte di magnitudo 5.2 registrata ieri mattina.
L’isola di Bohol è una località turistica dove sono stati inoltre registrati molti danni alle strutture: crolli di chiese antiche, edifici moderni, infrastrutture e numerosi smottamenti provocati dal terremoto che hanno bloccato le strade.
A Cebu, cittadina nota per il turismo, è crollato il campanile della Basilica del Santo Nino, costruita 385 anni fa.
Fortunatamente, come riportano i media, gli uffici, le scuole e molti edifici pubblici erano chiusi per una festività nazionale. Secondo il portavoce della Protezione civile locale grazie alla festività è stato evitato un bilancio delle vittime ancora più grave.
La maggior parte delle vittime sono state riscontrate sull’isola di Bohol.
Redazione
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