Fukushima: ennesima fuoriuscita di acqua contaminata

Ispettori presso Centrale nucleare di Fukushima, Giappone (Getty images)

La società Tokyo Electric Power (Tepco) che gestisce l’impianto nucleare di Fukushima Daichi, fortemente danneggiato dal terremoto e dallo tsunami nel marzo 2011, ha comunicato una nuova perdita di acqua radioattiva: stando a quanto riportano i media a provocare l’ennesima fuoriuscita di acqua contaminata sarebbe stata la forte pioggia che ha colpito la regione in questo fine settimana.

I tecnici non sono riusciti a pompare l’acqua piovana all’esterno di un serbatoio e l’acqua altamente contaminata con lo stronzio ha superato diverse barriere di contenimento poste attorno ai tank che contengono il liquido radioattivo.

Nella centrale, come ricorda l’Agi, ci sono oltre 1000 serbatoi di stoccaggio cell’acqua radioattiva prodotte dalla centrale nucleare: l’acqua contaminata proviene dal sistema di raffreddamento costruito per tenere sotto controllo i reattori che sono stati danneggiati dal terremoto.

Anche in questo caso, sottolineano i gestori della centrale, non è escluso che l’acqua abbia potuto raggiungere l’Oceano Pacifico.

La centrale di Fukushima ha avuto recentemente una serie di problemi legati a fughe di acqua radioattiva. Ma la situazione, ha ribadito il premier Shinzo Abe “è sotto controllo”.

Ma, dopo che lo scorso 19 ottobre sono state rilevati i più alti livelli di contaminazione mai registrati dal disastro del 2011, le preoccupazioni nei riguardi della centrale non si placano.

Come riporta il quotidiano La voce della Russia, Vladimir Sliviak, co-presidente del gruppo ecologico internazionale “Ecozascita” (Ecodifesa) è convinto che l’operatore della centrale non è in grado di controllare ciò che sta accadendo nella centrale nucleare.

“L’acqua arriva e va incanalata da qualche parte. Vi hanno messo appositamente un gran numero di contenitori. Li portano in continuazione, riempiono e ora, probabilmente, l’intero spazio è riempito di contenitori. Una grande quantità d’acqua, naturalmente, fuoriesce perché è impossibile versarla tutta nelle cisterne. Loro hanno costruito argine di ritenuta di cento metri di profondità, ma le acque freatiche passano anche più profondamente. Perciò tutto si sversa nell’oceano”, commenta Sliviak sottolineando che “la società funziona in regime di pronto intervento”.

Secondo Sliviak, “un balzo di radiazione è dovuto, più probabilmente, a nuove fuoruscite. In diversi luoghi si ammassa sempre di più l’acqua radioattiva”.

In base allo smaltimento dell’acqua radioattiva, gli esperti stanno mettendo al vaglio varie sperimentazioni: al momento l’unico metodo applicato è quello dell’evaporazione tuttavia, come riporta la voce della Russia, gli scienziati vedono la soluzione del problema nello sviluppo della cosiddetta energia a base di torio: la bruciatura di qualsiasi elemento pesante con l’impiego di acceleratore. Intanto a fine ottobre, questi temi saranno discussi nell’ambito di una conferenza internazionale patrocinata dall’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare (CERN).

Intanto, come riporta un articolo di Repubblica, Naoto Kan che all’epoca del disastro del terremoto era il primo ministro è ora impegnato in una dura lotta per le energie alternative in Giappone: “Siamo arrivati al momento cruciale della battaglia da cui dipenderà il futuro del Giappone” afferma Kan sostenendo che “le strade migliori e più efficaci per raggiungere l’indipendenza dalle fonti fossili sono l’efficienza e il risparmio energetico”.

Redazione

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Fonte | mondo.direttanews.it

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