Barack Obama ha sciolto le riserve, nominando Janet Yellen alla guida della Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti. L’attuale vice di Ben Bernanke, in scadenza di mandato all’inizio del prossimo anno, sarà dunque la prima donna a rivestire quest’importantissimo ruolo dal grande valore anche a livello internazionale. Si trattava di una decisione annunciata dopo il ritiro dalla corsa di Lawrence Summers, considerato il “preferito” del presidente Usa.
La Yellen è ritenuta una “colomba” a livello economico, avendo una marcata inclinazione liberal e combattendo da sempre apertamente le storture del mercato. Note poi le sue posizioni rispetto al tema della disoccupazione, che è disposta a combattere anche a costo di fare dei sacrifici dal punto di vista dell’inflazione. La sua nomina è sotto il segno della continuità con il suo predecessore Bernanke, che nel corso dei due mandati alla Fed ha attuato una politica monetaria espansiva, che punta a rilanciare investimenti e crescita tenendo i tassi di interesse in prossimità dello zero. Sarebbe grazie a queste manovre che gli Usa sono riusciti ad arginare, almeno in parte, la grave crisi mondiale iniziata nel 2008.
Primo obiettivo della Yellen appena otterrà a tutti gli effetti il mandato sarà quello di abbassare il tasso di disoccupazione al 6,5% – impresa non facile, visto che dovrebbe scendere di circa un punto percentuale – ferma restando l’inflazione al 2,5%. Allieva di James Tobin, teorico della tassazione sulle transazioni finanziarie, e moglie del premio Nobel per l’economia George Akerlof, Janet Yellen è stata in passato nello staff dell’ex presidente Usa Bill Clinton.
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