Libia, sequestro premier Zeidan: capo della sicurezza ammette coinvolgimento

Il Primo Ministro della Libia Ali Zeidan (MAHMUD TURKIA/AFP/Getty Images)

Nella vicenda del sequestro lampo del premier libico Ali Zeidan, avvenuto una decina di giorni fa a Tripoli, un capo della sicurezza del Paese, che era stato accusato del rapimento, non solo ha ammesso il proprio coinvolgimento ma anche dichiarato di essere “fiero” di quello che ha fatto. L’uomo si chiama Abdelmonem Essid ed è a capo di una cellula anti-criminalità del Ministero dell’Interno libico.

La rivelazione è avvenuta durante una conferenza stampa tenuta da due membri islamici del Congresso generale nazionale, Mohammed al-Kilani e Mustafa al-Triki, che erano stati chiamati in causa nel rapimento del Primo Ministro. Abdelmonem Essid è intervenuto dichiarando: “Sono stato io ad arrestare Ali Zeidan. E ne sono fiero”. Del resto, era stato lo stesso premier Zeidan ad accusare i tre uomini. Per giustificare il sequestro, da lui chiamato “arresto”, Essid ha detto in conferenza stampa di aver “arrestato” il premier libico perché coinvolto in questioni di “droga” e corruzione.

Lo scorso 10 ottobre il Primo Ministro libico Ali Zeidan fu sequestrato per alcune ore, dopo che alcuni uomini armati avevano fatto irruzione all’alba nell’albergo di Tripoli dove alloggiava.

Redazione

Fonte | mondo.direttanews.it

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