Al termine dell’incontro con il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini e il governatore della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, giunti questa mattina a Bruxelles per prendere parte al vertice del Consiglio Europeo che tratterà il tema dell’immigrazione, il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz ha assicurato di portare vertice dei capi di Stato e di governo dell’Ue, le richieste di una “svolta” nella politica comune dell’immigrazione e asilo che vengono dall’Assemblea di Strasburgo (con la risoluzione votata ieri), nonché dalla Sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini e dal presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, che sono venuti a incontrarlo questa mattina a Bruxelles.
“Chiederò oggi ai leader dei ventotto, a nome del Parlamento europeo, di intensificare il sostegno a Lampedusa, e gli aiuti alla Regione Sicilia” ha detto Schulz che ha ricordato il numero vertiginosi di immigrati approdati sull’isola dall’inizio del 2013.
“Dal gennaio 2013 a oggi sono arrivati 140 barconi con 13.000 migranti in un’isola di 6.000 abitanti, e oltre 86.0000 dal 2008 al 2012. E’ un problema reale e Lampedusa ha bisogno del nostro sostegno, della nostra solidarietà e della nostra protezione”, ha affermato Schulz ringraziando il sindaco di Lampedusa che ha definito un “simbolo di coraggio e speranza”.
Schulz ha anche detto di aver ascoltato con “emozione” la testimonianza della Nicolini.
per la sua testimonianza che ha detto di aver ascoltato “con emozione”.
Come riporta Tmnews, Schulz tra i vari punti che saranno sicuramente al vaglio del vertice, ha osservato alcune lacune nella politica di immigrazione e asilo dell’Ue: la prima che riguarda il mancato sviluppo di un sistema efficace di protezione temporanea per i rifugiati che fuggono da guerre e dittature.
Per Schulz sarebbe necessario un sistema diverso rispetto ai meccanismi dell’asilo politico retti dalla Convenzione Dublino IIùperché obbliga gli Stati membri a gestire i richiedenti asilo che approdano sulle proprie coste, anche quando intendono andare altrove.
Il secondo problema invece verte sulla mancanza di un “terzo pilastro”, ovvero un vero sistema condiviso europeo di immigrazione legale. Infatti, gli Stati membri hanno competenza esclusiva riguardo al volume di migranti che possono entrare regolarmente ogni anno nel proprio territorio.
Redazione
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